scrittaserracrocebianca
Farmacia Serra è la tua farmacia on line di fiducia, sempre, anche nel nostro
punto vendita, 7 giorni su 7, 365 giorni all’anno.

Piazza Carlo Bilotti,5/6
87100 Cosenza (CS)
Telefono 098426827
scrittaserracrocebianca

il nostro blog

14/04/2019, 10:59



Problema:-la-cistite!
Problema:-la-cistite!
Problema:-la-cistite!


 La cistite è un’infiammazione della parete vescicale, frequentemente provocata da un’infezione che colpisce le vie urinarie.



Lacistite è un’infiammazione della parete vescicale,frequentementeprovocata da un’infezione che colpisce le vieurinarie.
Levie urinarie sono un sistema che conduce l’urina attraverso duecondotti, gli ureteri,dal rene alla vescica che funziona da serbatoio. L’urina viene emessaall’esterno con  l’atto della minzione attraverso un altro brevecondotto: l’uretra.
Lamaggior parte delle infezioni urinarie è causata da batteri diorigine intestinale. Escherichiacoli è ilmicrorganismo più comune, ed è responsabile dell’85% delleinfezioni urinarie. Sono spesso frequenti altri microrganismi diprovenienza intestinale o microrganismi provenienti dall’areagenitale esterna. L’identificazione dell’agente infettante attraversol’urinocoltura è importante per la diagnosi e per la terapia specienelle cistiti ricorrenti, anche per escludere altre condizionipatologiche dell’apparato urogenitale, di natura non infettiva, chepossono simulare i segni e i sintomi di un’infezione urinaria.

Lacistite colpisce prevalentemente il sesso femminile : ilfattore più importante che predispone all’acquisizionedell’infezione è dovuto alla diversa conformazioneanatomica dell’ultimo tratto escretore nella donna rispettoall’uomo, l’uretra. La brevità dell’uretra femminile chemisura circa 3-4 cm e la vicinanza alla vagina e al rettocostituiscono fattori di maggior rischio e maggiore prevalenza delleinfezione delle vie urinarie nella donna. È per questo, infatti,chei batteri provenienti dall’intestino possono raggiungere ilcondotto uretrale e da qui risalire in vescica. La colonizzazione puòessere favorita dalle secrezioni normalmente presenti in vagina. Daqui ne deriva che un ambiente vaginale sano rappresenta la primalinea di difesa alla risalita dei batteri;e un ambiente sano ècaratterizzato da una ricca flora batterica che ostacola la crescitadegli altri batteri nocivi.

Numerosepossono essere le condizioni predisponenti l’insorgenza dellacistite:debilitazionedel sistema immunitario in seguito a terapia antibiotica,alimentazione irregolare o stress eccessivo;affaticamentofisico o mentale;scarsao eccessiva igiene intima, fattore di rischio molto comune perla cistite;utilizzodi assorbentiinterni;usodel diaframma edi cremespermicide che diminuiscono l’aciditàvaginale favorendo la contaminazione batterica;pantalonio biancheria intima eccessivamente aderente;malattiesessualmente trasmissibili come la gonorrea oblenorrea;agentichimici;malformazionidell’apparato urinario;rapportisessuali;utilizzodel catetere;presenzadi corpi estranei o patologici nella vescica (calcoli otumori);diabete:la presenza di glucosionelle urine (glicosuria)favorisce la crescita batterica.Sulpiano clinico la cistite è caratterizzata dai seguenti sintomi:pollachiuria:aumento transitorio o permanente del numero di minzioni durante le24 ore, accompagnato dalla riduzione del volume vuotato per ogniatto minzionale;disuria:difficoltà nell’urinare saltuaria o continua, la minzione puòessere lenta e poco copiosa; tutto ciò richiede uno sforzoeccessivo, i muscoli appaionocontratti ed il getto può risultare modificato nel volume o nellaforma (deviato, tortuoso ecc.) o arrestarsi improvvisamente einvolontariamente;brucioreo doloredurante la minzione,talvolta accompagnato da brividi e freddo;tenesmovescicale:spasmo doloroso seguito dall’urgente bisogno di urinare;urinetorbide,a volte maleodoranti;talvoltaè presente anche ematuria o piuria,termini utilizzati per indicare, rispettivamente, la presenza disangue e pus nelleurine.Unanota particolare va fatta per quanto riguarda l’insorgenza dellacistite nella donna nelle diverse fasi della vita.

Lacistite nelle bambine
Lebambine, peraltro sane, possono presentare frequentemente episodidi cistite.La risalita dei batteri patogeni dall’uretra è facilitata a questaetà soprattutto da un’errata igiene. È necessario insegnare lorosin da piccole a lavare i genitali in maniera corretta, dall’avantiall’indietro, e abituarle all’igiene personale ogni volta che si usail bagno; sarebbe opportuno utilizzare un detergente lievemente acidoe abituarle a svuotare la vescica in maniera regolare, cosa chefrequentemente trascurano quando sono occupate nei giochi. Èopportuno che venga adottata una corretta alimentazione affinché siamantenuto costante l’equilibrio della flora batterica intestinale,condizione necessaria per una sua regolare funzione. 

Lacistite nella giovane donna
La cistite noncomplicata si osserva con molta frequenza nelle adolescenti e nellegiovani donne. E’ importante non confondere una cistite con unavaginite: quest’ ultima si accompagna quasi sempre a perditevaginali e in genere non presenta dolore nell’urinare né doloresovrapubico. Nelle giovani donne la causapiùimportante di insorgenza della cistite  è rappresentatodal rapportosessuale (ingenere l’intervallo di comparsa dei sintomi è di 24/48 ore). Larisalita batterica dall’uretra alla vescica è facilitata dalrapporto sessuale in maniera meccanica. Talvolta può essere ancheabatterica, legata al microtrauma prodotto sull’uretra dal rapportosessuale, specialmente quando coesiste scarsa lubrificazione.

Lacistite in gravidanza 
Lemodificazioni ormonali tipiche della gestazione sono responsabilidella maggiore predisposizione alle infezioni urinarie in gravidanza.L’aumento del progesterone diminuisce il tonodell’uretere e dell’uretra alterandone la normale peristalsi. Ingravidanza, le infezioni delle vie urinarie non trattate siassociano a gravi complicanze materne e fetali: aborto,riduzione del peso del nascituro, rottura prematura delle membrane,partopretermine

Lacistite nella terza età
Le cistiti nelladonna anziana sono legate all’Escherichia coli nel 75% dei casi maanche a molte altre specie di batteri. Diverse possono essere lecause : dalla modifica dell’ambiente vaginale (atrofia dellemucose), all’ aumento del rischio di contaminazione uretrale peraumento delle disfunzioni intestinali (stipsi), alla diminuzionedelle difese proprie vescicali e in generale delle difeseimmunitarie.


Quandoi sintomi della cistite si presentano per la prima volta, ènecessario rivolgersi subito al medico che, dopo avere valutato lapresenza dell’infezione, potrà prescrivere la terapia antibioticapiù adatta.Gliantibiotici più usati sono: fluorochinoloni (per tre giorni) oppurecotrimossazolo (per cinque giorni);in alternativa: nitrofurantoina(per sette giorni) o fosfomicina trometamolo in un’unicasomministrazione.Inaggiunta alla terapia con antibiotici è sempre consigliabile seguirealcune semplici regole che aiutano la guarigione e che possonoprevenire eventuali ricadute. Nei casi in cui la cistite siripresenta con frequenza, per cui è possibile riconoscerla aiprimissimi sintomi, tali misure, se adottate immediatamente, possonoanche risolvere il disturbo senza ricorrere all’antibiotico.

Innanzituttoè necessario beremolto. Èvero che, quando il dolore durante l’atto di fare la pipì èelevato, introdurre più liquidi può causare maggiore disagio perl’aumento della quantità di urina da eliminare, ma bere almeno 2litri al giorno di acqua o tisane serve sia a diluire i batteri,contrastandone la moltiplicazione, sia a favorirne l’eliminazione ea ottenere un "lavaggio" delle vie urinarie.

Perquanto riguarda glialimenti,nella fase acuta vengono generalmente consigliati quelli in gradodi acidificarel’urina. Una maggiore acidità, corrispondente a un pHridotto, è considerata protettiva nei confronti delle infezioniurinarie.Tra questi alimenti acidificanti ricordiamo gli alimentiproteici di origine animale, i cereali,le prugne ei mirtilli.Si consiglia di sospendere tutti i cibi che possonoirritare ulteriormente l’uretra comei piccanti (peperoncino, pepe, zenzero,caffè,cioccolato, ecc).

Esisteun numero elevato di prodotti fitoterapici chesembra possano aiutare a proteggere dalla cistite. Tuttavia, soltantoper il mirtillorosso el’uvaursina cisono reali evidenze sulla loro efficacia.

Ilmirtillo rosso è considerato, già da molto tempo, un ottimo ausilionella prevenzione delle cistiti.Di recente la sua attività è stata attribuita ad alcune sostanzecontenute nella bacca :le proantocianidine;studiscientifici hanno dimostrato che queste sostanze rendono antiadesivala superficie delle mucose eostacolando l’aderenza dei batteri all’epitelio urinario, inclusol’Escherichiacoli.

Unaltro rimedio naturale che è stato dimostrato essere molto efficacenella cura e nella prevenzione della cistite è il D-mannosio,uno zucchero semplicecome ilglucosio, ma che una volta assorbito dal nostro intestino, passa nelcircolo sanguigno ma non entra nelle reazioni energetiche:ovvero nonfornisce calorie, ma viene eliminato "tal quale" dai reni.Nelle vie urinarie quindi il mannosio raggiunge concentrazioni anchemolto elevate ed esplica proprio qui la sua funzione per curare lacistite.

 Ilmannosio infatti interagisce direttamente coi batteri checolonizzano le vie urinarie: ha un’elevata affinità perle lectine (ovvero i filamenti) esterne di molti batteriche questi utilizzano per attaccarsi alle pareti delle cellule dellavescica. La capacità adesiva dei batteri al D-mannosio èsuperiore a quella verso le cellule della vescica, pertanto questozucchero riuscirà a staccare anche i batteri già ancorati allamucosa e anche quelli penetrati in profondità. Unavoltauniti al D-mannosio, i batteri non possono più aderire alla vescicae vengono eliminati attraverso laminzione.

Danon trascurare, infine, è l’uso di appropriati probioticial fine di mantenere un ambiente intestinale e vescicale sano. Tratutti spiccano il LactobacillusRhamnosus eil Lactobacillus Plantarum.Ultimi studi scientifici evidenziano l’efficacia antimicrobicaanche del LactobacillusParacasei LC11.
22/03/2019, 10:31



Fibrillazione-atriale,-in-Italia-colpite-oltre-700mila-persone


 Cresce la diffusione della fibrillazione atriale, il più comune disturbo del ritmo cardiaco.



Cresce la diffusione della fibrillazione atriale, il più comune disturbo del ritmo cardiaco. Le persone colpite in Italia sono tra le 700mila e le 800mila, più uomini anche se le donne sono più soggette a complicanze: la patologia non determina solo gravi problemi di salute, ma ha anche un peso economico importante. Si calcola che il costo annuo per ogni paziente sia di oltre 3mila euro. È emerso in un incontro a Roma.

Negli ultimi 20 anni in Italia sono aumentate del 66% le ospedalizzazioni legate alla patologia e, come nel resto d’Europa, il numero di nuovi casi è destinato a crescere con l’invecchiamento generale della popolazione. Novità importanti si registrano, per quanto riguarda il trattamento, soprattutto riguardo agli anticoagulanti orali, che in alcuni casi riescono a ridurre il rischio di ictus, inducendo minori sanguinamenti.

La fibrillazione atriale, infatti, aumenta di ben cinque volte la probabilità di insorgenza di un ictus. All’ultimo congresso dell’American College of Cardiology è stato presentato lo studio internazionale Augustus, pubblicato anche sul New England Journal of Medicine. Lo studio è stato condotto su 4614 persone, pazienti con fibrillazione atriale ed eventuale recente diagnosi di sindrome coronarica acuta o sottoposti a intervento di angioplastica coronarica.

«Si tratta di pazienti spesso difficili da curare perchè ad alto rischio sia di trombosi che di emorragia - afferma il professor Pasquale Perrone Filardi, dell’Università Federico II di Napoli- dal nuovo studio è emerso che la percentuale di pazienti con sanguinamento clinicamente rilevante a sei mesi era significativamente inferiore in quelli trattati con Apixaban, rispetto a quelli con antagonista della vitamina K».

«Oggi gli specialisti possono prescrivere terapie efficaci e con controindicazioni più contenute rispetto al passato - aggiunge il professor Filippo Crea, del Policlinico Gemelli di Roma - gli anticoagulanti orali hanno migliorato la qualità di vita. Sono in grado di ridurre il rischio di ictus e causano sanguinamenti minori». (ANSA)
15/02/2019, 18:16



Il-mondo-senza-glutine-!
Il-mondo-senza-glutine-!
Il-mondo-senza-glutine-!
Il-mondo-senza-glutine-!
Il-mondo-senza-glutine-!


 La malattia celiaca, è una malattia immunomediata scatenata dall’ingestione di glutine che, in soggetti geneticamente predisposti, determina un processo infiammatorio cronico.



La malattia celiaca, definita anche "sprue" celiaca o enteropatia da glutine, è una malattia immunomediata scatenata dall’ingestione di glutine che, in soggetti geneticamente predisposti, determina un processo infiammatorio cronico nell’intestino tenue con conseguente distruzione della mucosa di questo tratto intestinale, malassorbimento e manifestazioni extraintestinali.
Il glutine è un composto proteico contenuto nelle farine derivanti dai cereali ed è costituito dalle proteine glutenina e gliadina.Quest’ultima è la frazione in grado di evocare l’abnorme risposta immunitaria che determina la patologia. 
Grazie alle sue proprietà visco-elastiche, il glutine è ampiamente usato nell’industria alimentare, non solo per la produzione di pane, pasta e prodotti da forno, ma anche in altri alimenti quali condimenti già pronti, salse, zuppe o stuzzichini salati. Ci sono, tuttavia, molti cibi naturalmente privi di glutine quali, ad esempio, il latte e i suoi derivati, frutta e verdura fresche, frutta secca, carne, uova, pesce, legumi, mais, riso e grano saraceno.I primi studi epidemiologici sulla celiachia sono stati condotti in Europa a partire dal 1950. Poiché si presentava maggiormente nei bambini, per lungo tempo venne considerata una patologia pediatrica e rara. 
La bassa incidenza e prevalenza della celiachia erano dovute a strumenti diagnostici poco efficaci, che si basavano solo sulla sintomatologia clinica tipica, escludendo, quindi, tutte le altre forme e le presentazioni extra-intestinali. In seguito, con l’introduzione di test sierologici altamente sensibili e specifici, lo scenario epidemiologico è cambiato radicalmente. 
A tutt’oggi si stima che la celiachia sia diffusa in tutto il mondo, con una prevalenza di circa l’1% nei paesi occidentali. Negli ultimi anni, grazie alla diffusione dei test anticorpali ed all’aumentata conoscenza delle varie forme di presentazione della malattia da parte della classe medica, si è avuto un incremento esponenziale delle diagnosi. Si è anche constatato che la prevalenza della malattia nelle donne è più che doppia rispetto agli uomini. 
Riconoscere precocemente la celiachia è importante per adottare misure specifiche che possano prevenire le possibili manifestazioni sistemiche (infertilità, osteoporosi, malattie neurologiche, malattie autoimmuni) e complicanze (malattia celiaca refrattaria, digiuno-ileite ulcerativa, linfoma intestinale ed altre neoplasie).Il protocollo di diagnosi prevede l’indagine sierologica con determinati marcatori anticorpali seguita, in caso di positività, dalla biopsia intestinale. L’indagine genetica, invece, rappresenta un test da eseguirsi soltanto in casi dubbi ed è volto soprattutto ad escludere, più che a confermare, una diagnosi di celiachia.
Attualmente l’unico trattamento efficace per la celiachia è la dieta priva di glutine. Non esiste, infatti, una terapia farmacologica, anche se alcuni farmaci vengono impiegati per la cura di alcune manifestazioni cliniche della patologia, come ad esempio la considerevole carenza di ferro.  

Aspetti legislativi  

L’Associazione Italiana Celiachia (AIC) nasce nel 1979 con lo scopo di: promuovere l’assistenza ai celiaci e alle loro famiglie; informare la classe medica sulle possibilità diagnostiche e terapeutiche; studiare, in stretta collaborazione con la Società Italiana di Gastroenterologia ed Epatologia Pediatrica (SIGENP) e la Società Italiana di Gastroenterologia (SIGE), i problemi dei celiaci; stimolare la ricerca scientifica in tre direzioni; sensibilizzare le strutture politiche, amministrative e sanitarie.
Oltre all’esenzione dei celiaci da parte del servizio militare e alla creazione di un network di ristoranti informati sulla celiachia, l’AIC ha ottenuto l’erogazione gratuita dei prodotti per tutti i celiaci diagnosticati da parte del Servizio Sanitario Nazionale con il D.M. del 1 luglio 1982. I diversi decreti stabiliti negli anni successivi hanno portato al quadro normativo attuale in cui la patologia viene riconosciuta prima come malattia rara e successivamente come malattia sociale.
Il Servizio Sanitario Nazionale definisce i tetti di spesa relativi  agli alimenti dietetici privi di glutine destinati ai celiaci. 
In Calabria dal 1 dicembre 2018 i buoni di spesa vengono fissati come di seguito:
6 mesi - 5 anni - 56€ mensili 
6-9 anni - 70€ mensili
10-13 anni - 100€ maschi - 90€ femmine /mensili
14-17 anni - 124€ maschi - 99€ femmine /mensili
18-59 anni - 110€ maschi - 90€ femmine /mensili
>60 anni - 89€ maschi - 75€ femmine/mensili

Celiachia e farmaci  

Per andare incontro alle esigenze dei soggetti affetti da celiachia, Federfarma (Federazione nazionale unitaria titolari di farmacia) ha chiesto alle aziende farmaceutiche di segnalare se i farmaci prodotti contengono o meno glutine.
Sulla base delle risposte ottenute dalle aziende produttrici, le schede dei singoli farmaci inseriti nella Banca Dati Federfarma possono riportare alla voce "Glutine" le seguenti risposte:
  • SENZA GLUTINE in questo caso si tratta di un prodotto per il quale l’azienda produttrice ha comunicato l’assenza di glutine.
  • POTENZIALMENTE SENZA GLUTINE in questo caso si tratta di un prodotto per il quale l’azienda produttrice non è in grado di escludere la presenza di glutine.
  • CONTIENE GLUTINE in questo caso si tratta di un prodotto per il quale l’azienda produttrice ha comunicato la presenza di glutine. Nel caso in cui nella scheda del farmaco non sia presente la voce "Glutine", l’azienda produttrice non ha fornito alcuna comunicazione in merito alla presenza o meno di glutine nel farmaco in questione. L’informazione è attualmente disponibile per oltre 4.000 farmaci. Le linee guida europee in materia di sicurezza farmaceutica affermano che qualunque tipo di amido, compreso quello di grano, può essere assunto senza rischi da pazienti affetti da celiachia. L’amido impiegato come eccipiente, infatti, è di grado farmaceutico e contiene glutine solo in tracce, come richiesto dalla farmacopea. Pertanto per facilitarne la disgregazione a livello intestinale, i prodotti medicinali possono contenere amido di mais o di patate, silicato di alluminio e magnesio, sodio alginato, tutte sostanze che possono essere assunte dai celiaci senza problemi.


Il nostro reparto Senza Glutine !

La Farmacia Serra dedica un intero reparto agli alimenti senza glutine ed offre un vasto assortimento di alimenti freschi, secchi e surgelati.
Sono numerose le aziende presenti nella nostra farmacia al fine di soddisfare i gusti di tutti clienti.
È possibile anche prenotare comodamente la tua spesa tramite whatsapp 3385256975 e ritirala in farmacia. 



1235
Create a website